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L'ARTE SONO LE RELAZIONI SOCIALI

“Per comprendere l’arte, bisogna osservare le relazioni sociali che la caratterizzano, piuttosto che l’oggetto artistico da esse prodotto”
(Gregory Bateson, L’arte sacra presso gli Iatmul della Papua Nuova Guinea)

Sarà capitato a ognuno di noi d’osservare un oggetto o una prestazione artistica e non sentire alcun coinvolgimento né cogliere alcun significato, ancor meno un valore artistico, a volte con un senso di colpevole imbarazzo, altre con una sensazione più o meno fondata o sprezzante di superiorità, quasi a dire: “Se questa è arte, allora anch’io...”. Simile occorrenza, più che evidenziare un errore dell’artista o una mancanza del pubblico, o entrambi, potrebbe essere apprezzata in quanto rivelatrice della natura più intima dell’arte: di fatto non è possibile comprendere il significato o il valore artistico di un oggetto fermandosi all'oggetto in sé - in questo caso l'arte rischia appunto d’apparire un fenomeno incomprensibile e finanche aleatorio in virtù della sua stravaganza - mentre se si guardano le relazioni sociali che si realizzano e manifestano nel mondo dell’arte, nonché l’interazione con gli oggetti artistici e il rapporto con il resto della società, e si osserva quindi il fenomeno artistico nel suo contesto di produzione e fruizione, quello che prima appariva incomprensibile può assumere senso e significati ben più precisi.

Scoperta dell’acqua calda, d’altronde, valida per ogni sfera dell’agire umano, eppure così trascurata e dimenticata proprio per la sua evidenza: in fondo la vita tutta acquisisce il proprio valore e significato nelle relazioni sociali in cui si realizza e si manifesta.

E l’arte da parte sua porta con sé l’ambizione di comprendere o per lo meno intuire il significato profondo dei fenomeni della vita. Il cerchio si chiude: “Per comprendere l’arte, bisogna osservare le relazioni sociali che la caratterizzano”, ovvero la vita. Per comprendere sé stessa: non resta altro da fare che viverla.

Il Festival Anthropica cerca dunque d’approcciasi al tema dell'arte partendo dalle relazioni sociali in cui s’estrinseca, e non dall'oggetto/prodotto finale come normalmente avviene. Le relazioni sociali che prendono vita e forma attorno ai fenomeni artistici, il loro valore e significato, rappresentano il valore e il significato più intimo dell’arte. Che non è poi nulla di nuovo, né peculiare all’arte, ed è anzi quello che ci succede ogni giorno vivendo, e scopriamo senza nemmeno accorgercene.
PS: non è vero che l'antropologo Gregory Bateson ha detto quella frase. Ma sarebbe ovviamente d'accordo.