2015 - 2022
FINISCE L'AVVENTURA DEL FESTIVAL ANTHROPICA

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Come molti di voi hanno saputo, dopo sette edizioni abbiamo deciso di porre fine all’esperienza del Festival culturale Anthropica, a causa dell’enorme quantità di tempo, impegno e responsabilità che la sua organizzazione richiedeva, e della mancanza di prospettive di crescita ulteriore del progetto. Anthropica lascia a disposizione di tutto il territorio il Restera Art District, una sorta di museo a cielo aperto costituito dalle opere d’arte urbana fatte negli anni in Restera, un risultato che in molti sette anni fa faticavano anche solo a immaginare. Dal punto di vista artistico e culturale siamo pertanto grati e soddisfatti di quanto realizzato, e ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno fatto parte del progetto o lo hanno sostenuto dall’esterno, singole persone, associazioni, enti pubblici e imprese.
Sappiamo d’aver contribuito col nostro lavoro ad accrescere e diffondere il fascino della Restera del Sile e il suo valore, com’è testimoniato peraltro dall’aumento del flusso di turisti, delle attività economiche e degli immobili che su essa s’affacciano. Certo, il paesaggio che si trova lungo il Sile ha una bellezza intrinseca dovuta all’incontro tra la natura e le secolari attività dell’uomo, ma evidenziarla con un po’ d’arte, come abbiamo fatto noi, non può che giovare ulteriormente. Del resto, l’arte e la cultura servono a valorizzare (anche) se stessi, quindi il territorio in cui si vive, come altri paesi ci insegnano. Tuttavia, senza un progetto adeguatamente condiviso, strutturato e supportato, una piccola associazione come la nostra non può andare oltre. Resta l’amara constatazione che scarseggiano iniziative in grado di valorizzare il territorio con una visione innovativa d’ampio respiro.
Abbiamo apprezzato l’invito del Sindaco di Treviso a trovarci per cercare una soluzione, eppure non possiamo che constatare il ritardo con cui giunge: sebbene il tempo non sia mai scaduto, le energie umane sono sì esigue e finite! D’altro canto, pur senza minimizzare le responsabilità dell’amministrazione locale, non possiamo fare a meno di riconoscere che progetti tanto ambiziosi richiedono lo sforzo di tutto il territorio e la società, dagli enti e le istituzioni regionali, che hanno la responsabilità di gestire aree più grandi come quella del Sile, a quelli nazionali, ma anche la classe degli imprenditori e gli stessi cittadini, singoli o associazioni, che amano i luoghi in cui vivono.
Noi abbiamo fatto il nostro, ora tocca agli altri andare avanti.
Cordiali saluti
Michele Zappia